PERCHE?
Vi chiederete il perchè di questo referendum, la domanda a cui dovrete rispondere è ''volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?''
Se NON volete che le trivellazioni vengano rinnovate, bisogna votare SI.
Se, invece, volete mantenere la normativa già esistente voterete NO.
Per far si che i voti abbiano un valore, bisogna che almeno il 50 per cento della popolazione più uno di chi ne ha il diritto, vada a votare.
QUANDO E COME?
L'appuntamento, per chi vuole avere posto in questo referendum, è il 17 aprile 2016 dalle ore 7.00 alle ore 23.00 presso il seggio elettorale in cui è iscritto. Non dimenticatevi di portare la tessera elettorale e la carta d'identità.
Le regioni promotrici di questo referendum sono Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.
Per poter ottenere permessi di ricerca e concessioni di coltivazione di petrolio e gas, c'è bisogno che questi siano almeno a 12 miglia dalla costa.
Ma il comma 239 dell'articolo 1 della legge di stabilità, permette che l'attività si rinnovi ''per la durata di vita utile del giacimento'' per chi ha già ottenuto una concessione.
Se prima le concessioni di coltivazione avevano una durata di 30 anni e i permessi di ricerca di 6 anni, la legge di stabilità ha decretato che i titoli già rilasciati non abbiano più scadenza.
Da tenere in conto, però, sono i costi altissimi che prevede dismettere un impianto. Andrea Boraschi dice:'' smantellare costa di più, meglio continuare a produrre anche poco,sotto al soglia della franchigia, senza pagare le royalties.''